Petfood: come prevenire l’infestazione da insetti

Scritto da Maiara Ribeiro

 

Nei Paesi tropicali, la contaminazione da insetti del petfood domestici è un problema potenziale; questo articolo offre una panoramica della situazione e delle modalità per ridurre al minimo i rischi.

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Necrobia rufipes

Punti chiave

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Il petfood soggetto a infestazioni di insetti, durante la fase di produzione e stoccaggio, salvo che vengano adottati validi protocolli per evitare che ci accada.

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Per evitare le infestazioni, occorre ridurre al minimo il potenziale accesso agli alimenti e ottimizzare le infrastrutture di stoccaggio.

Introduzione

Quando si parla di qualità del petfood, la prima cosa che viene in mente è il risultato della combinazione degli ingredienti e il modo in cui essi sono formulati. Tuttavia, non bisogna dimenticare altri aspetti, tra cui le fasi del processo di produzione e di distribuzione. Il mantenimento delle caratteristiche organolettiche di un prodotto (ovvero degli aspetti che determinano l’esperienza soggettiva rispetto all’alimento, attraverso l’olfatto, la vista e il gusto) e del suo valore nutrizionale, dalla produzione e stoccaggio fino al punto di consumo da parte del cane o del gatto, è attualmente una delle maggiori sfide con cui l’industria del petfood deve confrontarsi. Le aziende produttrici più affidabili dispongono di misure di controllo della qualità per prevenire le infestazioni di insetti. 

In caso di errori durante questo processo, il proprietario e il suo animale ne risentono, e i reclami relativi ad alterazioni del prodotto, quando si apre una confezione di petfood, sono sempre più frequenti. In particolare, nei Paesi più caldi, le lamentele più frequenti sono quelle legate alle infestazioni di insetti. I proprietari di animali domestici si dimostrano particolarmente sensibili a questi problemi e, sebbene l’industria investa risorse significative per prevenire l’infestazione da parassiti durante la produzione [1], è ampiamente riconosciuta la mancanza di controlli di qualità nella catena di distribuzione finale e la sua diretta correlazione con i reclami.

In quasi tutti i casi in cui si verifica una contaminazione da insetti, questa non avviene nello stabilimento di produzione, ma più a valle, di solito durante lo stoccaggio del prodotto in un magazzino di distribuzione o presso il punto vendita.

Principali parassiti 

L’insetto che più comunemente infesta il petfood nei Paesi più caldi è la Necrobia rufipes, il coleottero del prosciutto dalle zampe rosse. Si tratta di un comune parassita volante che si nutre di alimenti ricchi di proteine [2] e può quindi causare danni significativi ai prodotti conservati. L’insetto adulto è di colore blu verdastro e ha una lunghezza compresa tra i 3,5 e i 7 mm (Figura 1). A seconda della temperatura e della disponibilità di cibo, il suo ciclo vitale può variare da 36 a 150 giorni o più [3] e prevede una metamorfosi completa (ovvero uovo, larva, pupa e, infine. insetto adulto (Figura 2)). La forma larvale predilige un ambiente buio e al termine di questo stadio cercherà un luogo scuro e privo di umidità dove costruire il bozzolo, che può essere completato in 24 ore (Figura 3). Il bozzolo pupale viene formato attraverso il riempimento dei lati aperti della fessura prescelta con una sostanza bianca prodotta dalla bocca della larva sotto forma di goccioline schiumose [4]. Non è noto se gli adulti di N. rufipes siano in grado di penetrare in confezioni di cibo chiuse (ovvero non danneggiate) [5] (Figura 4).

Tra gli altri insetti frequentemente presenti nel cibo conservato vi sono il Lasioderma serricorne (anobio del tabacco), il (coleottero rosso della farina) e la Plodia interpunctella (tignola fasciata del grano). 

Necrobia rufipes, il coleottero del prosciutto dalle zampe rosse
Figura 1. La Necrobia rufipes, il coleottero del prosciutto dalle zampe rosse, un insetto volante molto diffuso nei Paesi tropicali e che, se ne ha lopportunit, in grado di infettare il petfood. Ladulto ha una lunghezza compresa tra i 3,5 e i 7 mm.
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Fattori che incidono sull’infestazione

I quattro fattori necessari per consentire lo sviluppo di un’infestazione di insetti sono: l’accesso, il rifugio (= area di stoccaggio), il cibo e l’acqua. Tuttavia, poiché la produzione e lo stoccaggio del cibo per cani e gatti implica la disponibilità di acqua e cibo, per evitare la contaminazione è necessario concentrarsi sul modo in cui impedire il potenziale accesso dell’insetto all’alimento e al rifugio. Tale approccio è da attuare lungo tutta la catena di produzione e di fornitura poiché, se l’insetto non trova cibo o rifugio, non può vivere nei pressi del prodotto conservato.

In termini di accesso, si tratta di garantire l’integrità dei prodotti conservati. A tal fine, le confezioni di petfood devono essere tenute al riparo dalla luce solare e dal calore. I prodotti non devono essere appoggiati direttamente a terra o su pallet di legno e devono essere movimentati in modo corretto. Ciò include evitare di tirare le confezioni tenendole dalle saldature e assicurarsi che non vengano forate. Inoltre, è necessario rimuovere tutto ciò che non serve dall’area di stoccaggio, tra cui materiali plastici, scatole di cartone o vecchi pallet. 

Petfood infestato da Necrobia rufipes in stadio larvale (nel cerchio)
Figura 2. Petfood infestato da Necrobia rufipes in stadio larvale (nel cerchio).
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Come si verificano le infestazioni

Come anticipato, la mancanza di buone pratiche di stoccaggio e movimentazione del prodotto rappresenta un fattore di rischio per le infestazioni in presenza di insetti nell’ambiente. Grandi volumi di stock e scarsa rotazione delle scorte possono favorire le infestazioni che, sebbene possano verificarsi in qualsiasi punto della catena di produzione, hanno luogo con maggiore probabilità presso i punti vendita. 

Inoltre, le condizioni climatiche e stagionali hanno un impatto considerevole, soprattutto nei Paesi tropicali e nelle stagioni più calde e umide, durante le quali le alte temperature e i livelli di umidità costituiscono l’ambiente ideale per infestazioni consistenti.

Cartone usato come rifugio da una pupa
Figura 3. Cartone usato come rifugio da una pupa.
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I danni alla salute del cane e del gatto e il ruolo del Medico Veterinario

L’ingestione di un insetto adulto può provocare un effetto paragonabile a quello dell’ingestione di un corpo estraneo, ma occorre tenere conto delle dimensioni dell’animale e del numero di larve/insetti consumati. Probabilmente è più importante ricordare che insetti e parassiti possono essere vettori nella trasmissione di microrganismi (per esempio, la contaminazione incrociata da batteri come Salmonella spp. ed E. coli) da un luogo infestato al petfood. Tutti i soggetti coinvolti in ciascuna fase del processo hanno quindi una responsabilità significativa nel garantire che il rischio di infestazione sia ridotto al minimo. Tra di essi rientra anche il Medico Veterinario, che spesso orienta il proprietario quando si parla di petfood, specialmente se si scopre che un prodotto è stato intaccato da insetti. 

Durante la produzione, il trasporto e lo stoccaggio del petfood è necessario un adeguato controllo dei parassiti da parte di un’azienda specializzata, che dovrà analizzare i rischi di infestazione e sviluppare un programma che preveda un’adeguata frequenza di visite di monitoraggio e controllo. Seguendo tutti i suggerimenti ricevuti si otterranno buoni risultati.

La mancanza di buone pratiche di stoccaggio e movimentazione del prodotto è un fattore di rischio per le infestazioni quando nell’ambiente sono presenti degli insetti.

Maiara Ribeiro

Inoltre, è importante che il Medico Veterinario sia proattivo e fornisca ai proprietari consigli su come ridurre al minimo il rischio di contaminazione da insetti, tra i quali:

  • Quando si acquista il prodotto in negozio, controllare che la confezione sia integra, priva di fori o altri segni di danneggiamento, diffidando se sono presenti insetti nel luogo in cui il petfood è conservato ed esposto per la vendita;
  • Conservare gli alimenti in casa in un luogo asciutto e ventilato e in contenitori adeguati. Evitare di tenere il cibo appoggiato a terra o a ridosso di pareti;
  • Quando si offre il cibo al proprio animale, mettere la quantità calcolata nell’apposita ciotola ed evitare che si rovesci sul pavimento;
  • Rimuovere il cibo se l’animale non consuma l’intera quantità offerta;
  • Pulire regolarmente le ciotole dell’acqua e del cibo.

Quando si trovano parassiti all’interno delle confezioni alimentari, si raccomanda di indicare al proprietario di contattare l’ufficio consumatori dell’azienda produttrice, in modo da ricevere istruzioni adeguate per lo smaltimento e l’eventuale sostituzione. Questo può anche aiutare a identificare in quale punto della catena si è verosimilmente verificata la contaminazione, contribuendo così a individuare le aree di miglioramento.

Petfood infestato da Necrobia rufipes in stadio adulto
Figura 4. Petfood infestato da Necrobia rufipes in stadio adulto.
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Conclusione

Il mantenimento della qualità del petfood è una responsabilità condivisa a livello di catena di fornitura, noi Medici Veterinari abbiamo la possibilità di cambiare il quadro attuale trasmettendo informazioni ai proprietari, in modo da contribuire direttamente alla creazione di un mondo migliore per i nostri animali.

Maiara Ribeiro

Maiara Ribeiro

DVM, MBA, Royal Canin, Brasile

Brasile

La Dott.ssa Ribeiro ha conseguito una laurea in Medicina Veterinaria e un MBA in Gestione avanzata delle risorse umane, entrambi presso la Pontifícia Universidade Católica (PUC) in Brasile. Ha iniziato la sua carriera occupandosi di clinica e chirurgia dei piccoli animali, ma poi ha avuto l’opportunità di far parte del team tecnico brasiliano di Assistenza ai consumatori di Royal Canin, dove ha lavorato per quattro anni. Attualmente è responsabile del programma sulle infestazioni intrapreso da Royal Canin per i Paesi in via di sviluppo.

Bibliografia
  1. https://www.petfoodinstitute.org/blog/insects-want-steps-prevent-infestation-ingredient-bowl/
  2. Mahbub Hasan M, Athanassiou CG, Schilling MW, et al. Biology and management of the red-legged ham beetle, Necrobia rufipes De Geer (Coleoptera: Cleridae). J. Stored Prod. Res. 2020;88;101635.
  3. Lambkin TA, Khatoon N., 1990. Culture methods for Necrobia rufipes (De Geer) and Dermestes maculatus De Geer (Coleoptera: Cleridae and Dermestidae). J. Stored Prod. Res. 1990;26;59-60.
  4. Simmons P, Ellington GW. The ham beetle, Necrobia rufipes (De Geer). Govern. Print. Office, 1925.
  5. Savoldelli S, Jucker C, Peri E, et al. Necrobia rufipes (De Geer) infestation in pet food packaging and setup of a monitoring trap. Insects 2020;11(9);623.

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