Sterilizzazione: bilanciare benefici e rischi
Scritto da Smadar Tal
La sterilizzazione dei cani e dei gatti è una procedura di routine, ma può rendere gli animali vulnerabili all'obesità e ad altri problemi che minacciano la salute, ed è quindi importante bilanciare benefici e rischi.
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Punti chiave
La sterilizzazione è uno degli interventi chirurgici più comuni nel settore dei piccoli animali, con benefici consolidati per la salute e il benessere.
I cambiamenti fisiologici successivi alla sterilizzazione possono predisporre i pet all'aumento di peso e altri problemi di salute; sia il proprietario che il medico veterinario devono tenere conto di queste considerazioni.
L'adozione di un approccio personalizzato che tenga conto dei vari fattori consente al medico veterinario di massimizzare i benefici e minimizzare i rischi per il paziente.
La chiave sta nel prevenire l'obesità attraverso misure tempestive di modifica dell'apporto calorico, fornitura di cibo strutturata, attività fisica regolare, e monitoraggio continuo.
Introduzione
La sterilizzazione tramite gonadectomia è uno degli interventi chirurgici più comuni nel settore dei piccoli animali, e alcuni Paesi segnalano percentuali fino al 70-80% di cani di proprietà sterilizzati o castrati (1,2). Questa prevalenza riflette non solo l’atteggiamento culturale dei proprietari di pet, ma anche i benefici ben consolidati della sterilizzazione per la salute e il benessere. Tra questi, i più importanti sono prevenire la sovrappopolazione e ridurre il numero di cucciolate indesiderate, riducendo così il carico sui rifugi e minimizzando l'eutanasia dovuta alla mancanza di spazio. Dal punto di vista medico, la sterilizzazione elimina il rischio di piometra, un'infezione uterina potenzialmente fatale nelle femmine non sterilizzate, e riduce fortemente l'incidenza dei tumori mammari se eseguita prima di determinati steps riproduttivi. Nei maschi, elimina il rischio di cancro dei testicoli e riduce l'incidenza di iperplasia prostatica benigna e prostatite.
Tuttavia, la gonadectomia non è esente da compromessi fisiologici. L'asportazione delle gonadi compromette la produzione endogena di estrogeni, progestinici e androgeni, cosa che influenza il metabolismo, l'equilibrio energetico, lo sviluppo muscoloscheletrico, e persino la funzione immunitaria. Le evidenze acquisite negli ultimi due decenni hanno messo in rilievo che i pet sterilizzati, in particolare quelli il cui apporto calorico non viene regolato dopo la chirurgia, hanno un rischio significativamente maggiore di sviluppare sovrappeso e obesità. Questo aumento dell'adiposità non è un riscontro benigno; il grasso corporeo in eccesso è uno stato infiammatorio cronico associato ad una aspettativa di vita ridotta e rischio aumentato di condizioni quali osteoartrite, alcuni tipi di cancro e disturbi endocrini.
Le recenti linee guida WSAVA raccomandano ormai di abbandonare l'approccio generalista sulla tempistica di sterilizzazione, per puntare invece verso un processo decisionale personalizzato (1). Ciò significa soppesare benefici e rischi in base a predisposizione di razza, sesso, taglia, attività prevista (animale da compagnia verso da lavoro) e alla capacità del proprietario di gestire un pet non sterilizzato. Le linee guida sottolineano inoltre la necessità di gestire il peso in modo proattivo e strutturato subito dopo la chirurgia, poiché la prevenzione è di gran lunga più semplice che invertire l'obesità dopo il suo sviluppo.
Questa review sintetizza le ricerche attuali sui modi con cui la sterilizzazione influenza il peso corporeo, delinea strategie preventive pratiche per medici veterinari e proprietari, ed analizza le relative considerazioni sulla salute a lungo termine . L'obiettivo è fornire ai medici veterinari spunti di discussione equilibrati e basati sull'evidenza, in modo da poter guidare i proprietari verso decisioni tali da massimizzare i benefici per la salute minimizzando al contempo i rischi prevenibili.
Cambiamenti fisiologici post-sterilizzazione
Le gonadi non sono solo organi riproduttivi, ma anche ghiandole endocrine con effetti sistemici. Gli estrogeni e gli androgeni aiutano a regolare il metabolismo basale, la distribuzione del grasso, il mantenimento della massa muscolare magra, e i segnali dell'appetito. Dopo la gonadectomia, l'assenza di tali ormoni innesca una cascata di cambiamenti ormonali che, tutti insieme, aumentano la probabilità di aumento del peso. Un fattore chiave è l'alterazione dell'equilibrio energetico; numerosi studi hanno dimostrato che il fabbisogno calorico cala fortemente dopo la sterilizzazione, circa del 24-30% sia nei cani che nei gatti (3). Questa riduzione è controintuitiva per la maggior parte dei proprietari, soprattutto perché i pet sterilizzati appaiono spesso più affamati dopo l’operazione. L'appetito aumenta a causa dei cambiamenti negli ormoni legati alla sazietà: i livelli di leptina, che segnalano la sazietà, possono aumentare in modo paradosso ma diventano meno efficaci; al contrario, la grelina che è il cosiddetto "ormone della fame", rimane elevata più a lungo dopo i pasti (4). Inoltre, in assenza degli steroidi prodotti dalle gonadi, l'effetto termogenico del cibo e la spesa energetica a riposo diminuiscono.
Nei gatti, i cambiamenti sono particolarmente pronunciati. La ricerca ha dimostrato che i maschi castrati possono aumentare l'assunzione di cibo volontaria di oltre il 50% entro alcune settimane dalla chirurgia, con conseguente aumento del peso corporeo fino al 28% nel giro di molti mesi, se l'alimentazione non viene controllata (4,5). I cani mostrano spesso cambiamenti meno evidenti, ma tendono comunque a mostrare un comportamento di insistente richiesta di cibo e a ridurre l'attività fisica spontanea, soprattutto nei maschi che perdono la voglia di girovagare e di giocare indotta dal testosterone. Questi cambiamenti fisiologici sono prevedibili e costantemente dimostrati attraverso i vari studi, il che significa che vanno affrontati in modo preventivo e non reattivo. Prima della chirurgia, i proprietari devono essere informati del fatto che i fabbisogni calorici del pet diminuiscono subito, e che i cambiamenti comportamentali, come l'accattonaggio più frequente, sono indotti dagli ormoni e non sono l'evidenza che il pet è denutrito (Figura 1).

Rischio di obesità post-gonadectomia
I riscontri sperimentali chiave di studi epidemiologici condotti su ampie popolazioni confermano che i pet sterilizzati hanno tassi maggiori di sovrappeso e obesità rispetto alle controparti non sterilizzate. Un'analisi retrospettiva di riferimento condotta su oltre 155.000 cani ha scoperto che la gonadectomia aumentava significativamente la probabilità di eccesso di peso, anche dopo un controllo per età e razza (2). Nei gatti sono state osservate associazioni simili che hanno mostrato come la sterilizzazione era costantemente correlata a maggiori tassi di obesità, insulinoresistenza, e aumentato rischio di sviluppare diabete mellito (6,7).
Differenze di sesso
Tradizionalmente, le femmine sterilizzate erano considerate a rischio massimo, forse a causa del brusco calo degli estrogeni, che svolgono un ruolo nel regolare la distribuzione del grasso corporeo. Tuttavia, dati più recenti suggeriscono che i maschi castrati possano avere una predisposizione pari, se non superiore, all'aumento di peso postoperatorio, forse a causa della perdita di testosterone combinata con una maggiore riduzione dell'attività fisica (2,6).
Fattori legati a razza e taglia
I dati indicano che le razze di taglia piccola, come Bassotto, Chihuahua, e Schnauzer nano, mostrano i più alti tassi di aumento di peso post-sterilizzazione, forse a causa dei loro livelli metabolici relativamente elevati prima della chirurgia, che poi diminuiscono in modo sproporzionato (2,8). Al contrario, le razze di taglia gigante come Alano e Irish Wolfhound sembrano meno colpite, sebbene l'eventuale presenza di obesità in queste razze sia ancora clinicamente significativa. Nelle razze con vulnerabilità ortopediche note, anche un aumento di peso post-sterilizzazione modesto può avere conseguenze sproporzionate.
Età alla sterilizzazione
Uno studio condotto su Golden retriever ha scoperto che la sterilizzazione eseguita prima di un anno di età raddoppia le probabilità di sovrappeso rispetto alla mancanza di sterilizzazione, mentre la sterilizzazione dopo 12 mesi di età aumenta ancora il rischio, ma in misura minore (6). I dati suggeriscono che la sterilizzazione precoce (3-6 mesi) nelle razze di taglia piccola possa non comportare un aumentato rischio di obesità, ma ritardare la chirurgia fino alla maturità scheletrica (12-18 mesi) per le razze di taglia grande può essere vantaggioso sia per il controllo del peso che per la salute ortopedica (2,9).
Gatti e rischio di diabete
I gatti maschi presentano un problema particolare: i maschi castrati hanno un rischio di sviluppare diabete insulino-dipendente circa doppio rispetto ai maschi non castrati e alle femmine sterilizzate (7,10). Questa associazione è mediata dall'obesità, ma può anche essere influenzata da attività ormonali target sulla sensibilità all'insulina.
Nel complesso, sebbene la gonadectomia sia un chiaro fattore di rischio per l'obesità, non segue un modello deterministico. Gli esiti sono influenzati dalle condizioni corporee pre-chirurgia, dalla genetica, dal livello di attività fisica e, soprattutto, da come il proprietario fornisce abitualmente il cibo (Tabella 1).
Tabella 1. Modificatori del rischio di obesità dopo la sterilizzazione.
| Fattore di rischio | Gruppi a rischio maggiore | Note/evidenza |
| Razza/taglia | Razze di taglia piccola/toy | Tasso metabolico maggiore prima della sterilizzazione → imponente calo dell'energia post-sterilizzazione |
| Razze di taglia grande | Rischio simile alle razze di taglia piccola secondo i dati del Banfield | |
| Razze di taglia gigante | Rischio minimo di obesità post-sterilizzazione | |
| Sesso | Maschi castrati (cani) | Probabilmente a causa delle alterazioni metaboliche maggiori dopo la perdita di testosterone |
| Maschi castrati (gatti) | ↑ Rischio di obesità e diabete insulino-dipendente | |
| Età alla sterilizzazione | ≤1 anno (razze di taglia grande) | Rischio di sovrappeso circa 2 volte maggiore rispetto ai non sterilizzati; ogni anno di ritardo ↓ probabilità del 70% |
| Razze di taglia piccola | Età alla sterilizzazione meno significativa | |
| Fattori relativi al proprietario | Cibo a volontà, diete ipercaloriche, poco esercizio fisico | Modificabili attraverso istruzioni e follow-up |
Strategie per la gestione del peso post-sterilizzazione
Controllo calorico
La misura preventiva più efficace è la riduzione immediata delle calorie del 25-30% dopo la chirurgia (8,11). Ciò richiede di spiegare chiaramente ai proprietari che la dieta del pet deve cambiare a partire dal giorno della dimissione. Continuare a somministrare la stessa quantità di prima significa aumento di peso quasi garantito. Le diete formulate per i pet sterilizzati hanno genericamente densità energetica ridotta, contenuto aumentato di proteine per preservare la massa magra, e talvolta un'aggiunta di fibra per favorire la sazietà. Il controllo della porzione deve basarsi sul peso ideale del pet, non sul peso corrente, e va modificato ogni poche settimane, quanto basta. Ad esempio, un gatto che prima della chirurgia restava magro con una razione giornaliera di circa 70 g, in seguito può richiedere appena 50-55 g/giorno.
Fornitura strutturata dei pasti
L'alimentazione a volontà è un promotore importante dell'obesità post-sterilizzazione, soprattutto nei gatti (1,11,12). In genere, per i cani sono sufficienti due o tre pasti misurati al giorno; ai gatti invece servono da due o quattro pasti più piccoli, per imitare il loro ritmo di caccia naturale. Le bilance da cucina sono più precise dei bicchieri dosatori e aiutano a evitare l'insidioso aumento nel tempo dell'entità delle porzioni. Le leccornie non devono rappresentare più del 10% dell'apporto calorico giornaliero, e queste calorie vanno sottratte dalla razione giornaliera. Per i cani, le alternative ipocaloriche e ricche di fibra come fagiolini o carote possono contribuire alla sazietà (Figura 2). Nutrire a parte il pet sterilizzato nelle famiglie in cui convivono più pet evita l'eccesso di cibo causato dalla competizione e dal furto di cibo (13).

Incoraggiamento dell'esercizio fisico
L'attività fisica aiuta a mantenere la massa muscolare, sostiene la salute articolare, e fornisce stimolazione mentale. I cani dovrebbero fare almeno 20-30 minuti al giorno di passeggiata veloce o di gioco, in base all'età, alla razza e allo stato di salute (Figura 3). Attività come l'agility, il lavoro olfattivo, o il nuoto possono essere eccellenti per le razze molto esuberanti. I gatti da appartamento traggono beneficio da spazi verticali su cui arrampicarsi, giocattoli interattivi, puzzle per alimentazione interattiva, e da cambiamenti ambientali come ad esempio spostare le aree di alimentazione da una stanza all'altra, per incoraggiare il movimento.

Monitoraggio e follow-up
È fondamentale ricontrollare il peso entro 1-2 mesi dalla chirurgia (Figura 4) e questa misurazione può essere abbinata agli appuntamenti per i vaccini, al fine di migliorare la compliance. Insegnare ai proprietari a utilizzare una tabella con il punteggio BCS (Body Condition Score) consente di rilevare precocemente i cambiamenti, mentre strumenti digitali come le app per il monitoraggio del peso possono migliorare il senso di responsabilità. Un aumento di peso persistente o rapido può giustificare una dieta dimagrante terapeutica o il riferimento a un nutrizionista veterinario.

Altre considerazioni sulla salute
Sebbene l'aumento di peso sia uno dei cambiamenti post-sterilizzazione più evidenti e misurabili, non è certo l'unico fattore da considerare per la salute a lungo termine. Una conversazione equilibrata con i proprietari deve includere sia i benefici in termini diprevenzione delle malattie, sia i potenziali aumenti di rischio determinate condizioni dopo la gonadectomia.
Incontinenza urinaria
Una delle complicazioni non metaboliche più comuni osservate nelle cagne sterilizzate è l'incompetenza del meccanismo dello sfintere uretrale (USMI). Gli studi riportano un'incidenza del 3-20%, con una sovrarappresentazione delle razze di taglia grande, quali Dobermann pinscher, Boxer e Bobtail (3,14-16). La fisiopatologia è multifattoriale, ma si ritiene che la diminuzione dei livelli di estrogeni riduca il tono uretrale e la reattività alla stimolazione simpatica. La tempistica della sterilizzazione può influenzare il rischio; alcuni studi hanno scoperto che la sterilizzazione precoce, in particolare antecedente al primo estro, aumenta leggermente la prevalenza di USMI, anche se i risultati sono incostanti (3,14,15). L'obesità aggrava il problema, poiché l'eccesso di grasso addominale può aumentare la pressione sulla vescica e sull'uretra, peggiorando la perdita. Per fortuna, è spesso possibile gestire l'USMI con la terapia medica. La fenilpropanolamina, che aumenta il tono dello sfintere uretrale, è il trattamento di prima linea, mentre l'integrazione con estrogeni può talvolta ripristinare la sensibilità recettoriale. Mantenere una condizione fisica snella resta una strategia preventiva importante.
Neoplasia
La sterilizzazione ha una relazione complessa con il rischio oncologico. Dal punto di vista protettivo, la sterilizzazione antecedente al primo calore può ridurre il rischio di tumore mammario maligno fino al 90% nei cani e all’incirca dell’86% nei gatti (3,9,14,17,18). Nei cani maschi, la castrazione previene completamente il cancro testicolare e riduce fortemente l'incidenza di iperplasia prostatica benigna e prostatite. Tuttavia, nei pet sterilizzati sono state segnalate con maggior frequenza alcuni tumori maligni quali osteosarcoma, emangiosarcoma, linfoma, carcinoma a cellule transizionali e mastocitomi (3,9,14,17,18). Le cause non sono del tutto chiare, ma possono coinvolgere la perdita della soppressione tumorale ormono - mediata, la modulazione immunitaria, o cambiamenti nei segnali dei fattori di crescita. I pattern razza-specifici sono importanti. Ad esempio, i Golden retriever mostrano un notevole aumento nel rischio di emangiosarcoma dopo la gonadectomia, mentre i Rottweiler hanno un rischio aumentato di osteosarcoma (Figura 5). Ciò rende cruciale la valutazione personalizzata del rischio. Nelle razze predisposte a questi tipi di cancro, potrebbe essere opportuno considerare la sterilizzazione ritardata o procedure alternative come l'isterectomia con conservazione delle ovaie.

Disturbi ortopedici ed evolutivi
Nelle razze di taglia grande e gigante, la rimozione precoce degli ormoni sessuali può ritardare la chiusura delle cartilagini di accrescimento, con conseguente allungamento delle ossa degli arti e alterazione della conformazione articolare. Ciò può predisporre alla rottura del legamento crociato craniale (CCL), alla displasia dell'anca e ad altri problemi ortopedici (3,5,6,14,16). Ad esempio, uno studio retrospettivo condotto su Golden Retriever ha scoperto mostrato che la sterilizzazione eseguita prima dei sei mesi di età aumentava l'incidenza della rottura del CCL di quasi cinque volte rispetto ai cani non sterilizzati. Allo stesso modo, la castrazione/sterilizzazione precoce nel Pastore Tedesco è stata collegata a tassi superiori di displasia dell'anca (Figura 6). I medici veterinari devono quindi bilanciare questi rischi con le sfide legate alla gestione dei cani di grossa taglia non sterilizzati, tra cui il rischio di riproduzione indesiderata e comportamenti indotti dagli ormoni. In molti casi, ritardare la sterilizzazione fino a 12-18 mesi (cioè, una volta raggiunta la maturità scheletrica) può ridurre il rischio ortopedico senza prolungare indebitamente l'esposizione alle malattie legate alla riproduzione.

Disturbi endocrini e delle vie urinarie
I cani sterilizzati hanno maggiori probabilità di sviluppare ipotiroidismo, che richiede il trattamento a vita con l’ormone tiroideo (3,5,6,14,16). Il meccanismo non è ancora del tutto chiaro, ma è possibile che gli ormoni sessuali influenzino la funzione tiroidea, direttamente o attraverso la regolazione immunitaria. Nei gatti, la condizione di sterilizzato e l'obesità sono entrambi fattori di rischio per la malattia felina delle basse vie urinarie (FLUTD), probabilmente come conseguenza dell'aumento del grasso corporeo che altera la fisiologia urinaria. Azioni preventive per queste condizioni includono la promozione dell'idratazione, attraverso diete umide, fontanelle o ciotole d'acqua multiple, e il mantenimento di un peso corporeo ottimale.
Modifiche comportamentali
Molti proprietari scelgono la sterilizzazione per i vantaggi comportamentali. Nei maschi, la castrazione riduce solitamente il vagabondaggio, la marcatura con urina e i comportamenti di monta, come pure alcune forme di aggressività. Nelle femmine, la sterilizzazione elimina i comportamenti ormonali legati all'estro. Tuttavia, alcuni pet diventano più calmi o più sedentari dopo la sterilizzazione, cosa che può ridurre involontariamente i livelli di attività quotidiana e contribuire all'aumento di peso. È quindi opportuno consigliare ai proprietari di impegnarsi proattivamente nel gioco, in esercizi fisici e allenamenti regolari per mantenere i pet attivi, sia mentalmente che fisicamente.
La gonadectomia non è esente da compromessi fisiologici. L'asportazione delle gonadi compromette la produzione endogena di estrogeni, progestinici e androgeni, cosa che influenza il metabolismo, l'equilibrio energetico, lo sviluppo muscoloscheletrico, e persino la funzione immunitaria.
Bilanciamento di benefici e rischi: un approccio personalizzato
La sterilizzazione rimane uno degli interventi di salute pubblica più efficaci nella medicina veterinaria. Impedendo la riproduzione non pianificata, si riduce il numero di animali randagi e la pressione sui rifugi. Dal punto di vista medico, elimina il rischio di piometra e riduce significativamente il rischio di tumori mammari, condizioni che sono entrambe potenzialmente letali (15). Inoltre, elimina il rischio oncologico per i testicoli, riduce i comportamenti ormone - indotti, e può contribuire ad un aumento dell’aspettativa di vita (8). Tuttavia, come per qualsiasi intervento chirurgico, ci sono dei compromessi. Occorre valutare il rischio postoperatorio di aumento di peso, alterazioni ortopediche, alcuni tipi di cancro e incontinenza urinaria, rispetto ai benefici. È importante sottolineare che la maggior parte di questi rischi può essere mitigata attraverso una gestione proattiva, soprattutto mantenendo condizioni corporee snelle. Anche nelle razze con rischi elevati di cancro post-sterilizzazione, se si controllano l'obesità e altri fattori modificabili, il rischio assoluto nel corso della vita può essere comunque superato dai benefici per la salute riproduttiva (19).
I medici veterinari sono nella posizione ideale per aiutare i proprietari a prendere questa decisione. Una discussione sincera e basata sulle evidenze, che tenga conto della razza, della taglia, del sesso, dell'età, e dello stato di salute del pet, come pure dello stile di vita del proprietario, è molto più preziosa di una raccomandazione generica. Le linee guida WSAVA raccomandano esplicitamente di adattare a ogni singolo pet le decisioni sulla sterilizzazione (1). Per esempio:
- Golden retriever: i proprietari devono essere informati del rischio di emangiosarcoma e dell'importanza del controllo del peso, valutando la sterilizzazione ritardata per controbilanciare il cancro e i problemi ortopedici.
- Alano: ritardare la sterilizzazione fino alla maturità scheletrica può ridurre il rischio di problemi ortopedici.
- Gatti: la sterilizzazione precoce è ancora raccomandata per il controllo della popolazione, soprattutto nel contesto dei rifugi, ma i proprietari devono essere consigliati in tema di strategie per la prevenzione dell'obesità.
- Cani da lavoro o cani da esposizione: gli impatti ormonali sulla massa muscolare e sulla volontà di lavorare possono giustificare aggiustamenti della tempistica per preservarne l’attività.
In alcuni casi, soluzioni alternative come la vasectomia o l'isterectomia con conservazione delle ovaie possono impedire la riproduzione, preservando al tempo stesso la produzione ormonale. Queste procedure sono particolarmente pertinenti per i cani di grossa taglia a rischio aumentato di disturbi ortopedici, ma non eliminano la possibilità di malattie ormono-dipendenti come la piometra o i tumori mammari (20). Il medico veterinario deve agire come consulente informato, sfatando miti come "la sterilizzazione rende automaticamente grassi i pet" e re-inquadrare l'obesità come una condizione prevenibile che può essere gestita dal proprietario (21). Fornire piani dietetici personalizzati, tabelle per il punteggio BCS e follow-up strutturati aiuta a mantenere il peso ottimale del pet, mentre il monitoraggio proattivo, soprattutto nei primi sei mesi dopo la chirurgia, può impedire che piccoli aumenti di peso precoci si trasformino in obesità radicata. Fornire istruzioni sui limiti alle leccornie, sul controllo della porzione e sull'attività fisica quotidiana deve rientrare in ogni conversazione riguardante la dimissione del paziente (Tabella 2).
Tabella 2. Interventi chiave per il controllo del peso post-sterilizzazione.
| Strategia | Suggerimenti per l'implementazione |
| Riduzione calorica (4,8,11) | Ridurre l’apporto energetico del 25-30% subito dopo la chirurgia; utilizzare pasti misurati |
| Alimentazione organizzata (1,11-13) |
Cani: 2-3 pasti/giorno Gatti: 2-4 pasti più piccoli; evitare il cibo a volontà |
| Selezione della dieta (8,11) | Formule per il controllo del peso: densità minore di grassi/calorie, contenuto proteico maggiore |
| Esercizio fisico/arricchimento ambientale (8) |
Cani: 20-30 minuti di passeggiata veloce/gioco al giorno Gatti: strutture per arrampicarsi, dispenser di cibo interattivi |
| Monitoraggio (8,13) | Ricontrollo del peso 1-2 mesi dopo l'operazione; insegnare al proprietario ad usare il punteggio BCS |
Conclusione
La sterilizzazione rimane un pilastro fondamentale per una detenzione responsabile dei pet e per il controllo della popolazione, oltre a offrire notevoli benefici sia per la salute del singolo animale, sia per la sanità pubblica. Tuttavia, la procedura introduce anche cambiamenti fisiologici che possono predisporre i pet all'aumento di peso e ad altri problemi di salute. Adottando un approccio personalizzato, che tenga conto di razza, taglia, sesso, ed età del pet, come pure dello stile di vita e della capacità del proprietario, i medici veterinari possono massimizzare i benefici e minimizzare i rischi. La chiave sta nel prevenire l'obesità attraverso misure tempestive di modifica dell'apporto calorico, somministrazione di cibo pianificata, attività fisica regolare, e monitoraggio continuo. Grazie a queste strategie, i pet castrati e sterilizzati possono godere appieno dei benefici della sterilizzazione in termini di salute e longevità, senza soffrire delle complicanze prevenibili legate all'obesità.
Riferimenti
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Smadar Tal
DVM, Dip. ACT, Dip. ECVR, PhD, Koret School of Veterinary Medicine, Hebrew University di Gerusalemme, Israele
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