Scritto da Mary Thompson e Peter Irwin
In confronto alle malattie canine trasmesse da artropodi ematofagi (che si nutrono di sangue), i veterinari sembrano essere relativamente inconsapevoli dell’importanza globale delle malattie feline trasmesse da vettori (FVBD). Tuttavia, grazie alle crescenti conoscenze sulla FVBD, non dovrebbe sorprendere la scoperta che molti dei fattori responsabili delle malattie infettive emergenti del cane e dell’uomo riguardano anche i nostri pazienti felini.
Condividi sui social media
Article
BVSc (Hons), Dip. ACVIM (SAIM), MANZCVS
Australia
La Dr.ssa Thompson si è laureata presso l’University of Sydney, ha completato una residenza in Medicina Interna dei Piccoli Animali presso la Purdue University, quindi è stata certificata specialista dall’American College of Veterinary Internal Medicine nel 2001. I suoi interessi di ricerca includono Rickettsia felis, l’infezione ricorrente delle vie urinarie, E. coli multi-farmacoresistente, e le tossicità a trasmissione alimentare. Attualmente è professore associato in Medicina dei Piccoli Animali alla Murdoch University, è stata presidente, ed è attualmente vice-presidente di entrambi i gruppi di Medicina Felina e Medicina dei Piccoli Animali dell’Australian and New Zealand College of Veterinary Scientists.
BVetMed, PhD, MRCVS, FANZCVS
Australia
Il Dr. Irwin si è laureato presso il Royal Veterinary College di Londra, ha completato un PhD presso la James Cook University di Townsville (Australia) e nel 1995 è diventato membro dell’Australian and New Zealand College of Veterinary Scientists. Il Dr. Irwin è attualmente professore di Veterinary Clinical Science e co-direttore del gruppo di ricerca sui patogeni trasmessi da vettori e dall’acqua della Murdoch University. È un esperto riconosciuto a livello internazionale per le malattie trasmesse in Australia da vettori e i suoi attuali interessi di ricerca si focalizzano sulle infezioni da zecche negli animali da compagnia, nella fauna selvatica e nell’uomo.
I patogeni trasmessi da artropodi sono una causa significativa di malattia infettiva emergente nei gatti, dove i fattori contribuenti sono rappresentati dai viaggi, dallo sviluppo periurbano, dallo stile di vita allaperto, e dal cambiamento climatico.
I recenti progressi nei test diagnostici hanno contribuito a migliorare le conoscenze delle malattie feline trasmesse da vettori (Feline Vector-Borne Diseases, FVBD).
Le malattie croniche, concomitanti e immunomodulatorie possono causare la recrudescenza della FVBD.
Nella valutazione di una trasfusione di sangue nei gatti bisogna essere consapevoli delle malattie trasmesse da vettori.
Alcune FVBD hanno implicazioni zoonotiche e i veterinari devono esercitare la necessaria vigilanza.
Lapplicazione regolare di ectoparassiticidi la chiave per controllare la FVBD.
| Distribuzione | Malattia | Agenti più importanti | Vettore primario | Zoonotica? |
| Mondiale | Emotropo felino Infezione da Mycoplasma (Anemia infettiva felina) | Mycoplasma haemofelis “Candidatus M. haemominutum” “Candidatus M. turicensis” | Pulci (Ct. felis) | Forse |
| Mondiale | Bartonellosi |
Bartonella henselae,
B. clarridgeiae,
B. koehlerae
|
Pulci (Ct. felis) | Sí |
| Africa meridionale | Babesiosi | Babesia felis | Zecche | No |
| Stati Uniti meridionali | Cytauxzoonosi | Cytauxzoon felis | Zecche | No |
| Stati Uniti, Europa | Ehrlichiosi |
Ehrlichia canis, E. chaffeensis,
E. ewingii
|
Zecche | Sí |
| Stati Uniti, Europa | Anaplasmosi | Anaplasma phagocytophilum | Zecche | Sí |
| Stati Uniti, Europa | Leishmaniosi | Leishmania infantum | Flebotomi | Sí |
| Stati Uniti, Europa | Rickettsiosi |
Rickettsia rickettsii, R. conorii,
R. massiliae
|
Zecche | Sí |
| Stati Uniti, Europa | Tularemia | Francisella tularensis | Zecche | Sí |
| Stati Uniti, Europa | Peste |
Yersinia pestis |
Pulci | Sí |
| Regioni tropicali | Filariosi cardiopolmonare | Dirofilaria immitis | Zanzare | Raramente |
Peter Irwin
Il riscaldamento globale e il cambiare degli habitat causato dalla deforestazione e dall’espansione residenziale nei paesaggi silvestri, sono alcuni dei numerosi fattori determinanti l’emersione e la riemersione delle malattie trasmesse da vettori ed espongono verosimilmente i gatti liberi di vagabondare ad artropodi con potenziale di vettore sconosciuto [2] [3]. Le superfici occupate favorevoli per gli habitat delle zecche e le condizioni climatiche che ne sostengono il ciclo di vita, sono solidi fattori di rischio per la cytauxzoonosi felina negli Stati Uniti [4], e il cambiamento del paesaggio può influenzare l’esposizione dei gatti domestici alle infezioni trasmesse indirettamente da felini selvatici come ad esempio puma e linci [5]. I veterinari devono quindi conoscere gli ectoparassiti presenti nella loro regione e devono essere altrettanto vigili e aspettarsi qualsiasi imprevisto quando si tratta di malattie trasmesse da vettori.
Nonostante le zone geografiche succitate, alcuni vettori come ad esempio la pulce del gatto Ctenocephalides felis sono davvero onnipresenti; questo spiega senza dubbio la presenza a livello mondiale delle due FVBD più comuni, vale a dire le infezioni feline da micoplasmi emotropi e da Bartonella (Tabella 1). Questi comuni microrganismi emotropi illustrano le numerose caratteristiche enigmatiche delle malattie trasmesse da artropodi. I micoplasmi emotropi felini (“micoplasmi emotropi”) infettano gli eritrociti legandosi alla loro superficie cellulare; gli studi molecolari hanno per messo di identificare diverse specie di patogenicità variabile. Le specie di Bartonella sono batteri Gram-negativi che infettano anche gli eritrociti, oltre alle cellule endoteliali. Entrambi i gruppi di microrganismi sono trasmessi da vettori (per lo più pulci), anche se esistono altre vie di infezione note, come ad esempio ferite da morso ed emoderivati (vedere di seguito). Questi sono anche talvolta chiamati “microrganismi invisibili”, nel senso che questi batteri producono comunemente un’infezione subclinica (che complica la diagnosi) mentre causano raramente la malattia clinica. Detto questo, Mycoplasma haemofelis (Figura 2), in particolare, è un importante patogeno felino, che causa pallore, letargia, anoressia, perdita di peso, letargia, disidratazione e febbre, nonché un’anemia potenzialmente mortale e richiede un trattamento con tetraciclina, doxiciclina o fluorochinoloni, accompagnato da trasfusioni di sangue compatibile (tipizzato o con abbinamento donatore-ricevente) o di altri emoderivati, in molti casi.
Come causa di malattie infettive emergenti, i patogeni trasmessi da vettori possono comparire in modo inaspettato. Dopo l’uragano Katrina, cani e gatti sono stati trasferiti da New Orleans a ogni parte degli Stati Uniti, disperdendo gli animali infetti (e i rispettivi patogeni trasmessi da vettori) in zone dove normalmente l’indice di sospetto per le malattie causate da questi agenti era basso [6]. Sempre più spesso, gli animali da compagnia (gatti compresi) vengono “salvati” da organizzazioni per la tutela del benessere animale e trasferiti da una zona all’altra (ad esempio, dall’Europa meridionale a quella settentrionale); questo comporta il rischio di trasferire anche i microrganismi infettivi, per cui esiste una crescente preoccupazione nella comunità veterinaria per quanto riguarda l’abuso dell’European Pet Travel Scheme (passaporto europeo per gli animali da compagnia) e il rischio delle importazioni illegali. Inoltre, i gatti percorrono grandi distanze per fiere o (in misura crescente) per andare in vacanza con i proprietari in regioni dove sono presenti nuovi vettori e i rispettivi patogeni; è dunque fondamentale che i clienti siano informati dei rischi e ricevano consigli sul controllo appropriato degli ectoparassiti (Tabella 2).
| Principi attivi | Modalità d’azione | Artropodi interessati | Formulazioni |
|---|---|---|---|
|
Imidacloprid
|
Blocca la neurotrasmissione post-sinaptica a livello dei recettori dell'acetilcolina nicotinica (nACh) dell’insetto | Insetti (pulci) | Spot-on con attività residua |
|
Imidacloprid (10%)
più flumetrina
(4.5%)
|
Come sopra; in più, la flumetrina interferisce con i canali del sodio voltaggio-dipendenti nei neuroni degli invertebrati | Zecche e insetti (pulci, flebotomi, zanzare e tafani) |
Collare (matrice per il rilascio prolungato) |
|
Fipronil
|
Si lega ai recettori GABA e per il glutammato interferendo con la loro attività, e inibisce i canali ionici del cloro | Zecche, acari e insetti (pulci, pidocchi) | Spray e spot-on |
|
Nitenpyram
|
Blocca la neurotrasmissione post-sinaptica a livello dei recettori dell’ACh nicotinica dell’insetto | Pulci | Compresse |
|
Spinetoram (spinosad modificato)
|
Si lega ai recettori della nACh dell’insetto stimolandoli | Pulci | Spot-on |
|
Moxidectina
|
Si lega ai canali del cloro regolati dal glutammato e mima la stimolazione GABA; Spesso in combinazione con imidacloprid
|
Pulci | Spot-on e soluzione topica |
| Selamectina | Si lega ai canali del cloro regolati dal glutammato e mima la stimolazione GABA | Pulci | Spot-on |
|
Metaflumizone
|
Blocca i canali del sodio legandosi ai recettori | Pulci | Spot-on |
|
Indoxacarb
|
Inibisce i canali del sodio voltaggio-dipendenti nelle cellule di insetto | Pulci | Spot-on |
|
Metoprene e S-metoprene
|
Regolatori della crescita degli insetti: riducono la schiusa delle uova e la muta larvale | Pulci | Spot-on |
| Lufenuron | Inibitore della chitinsintetasi, impedisce la schiusa | Pulci | Orale e iniettabile |
Dal momento che le FVBD sono anche infezioni a trasmissione ematica, l’esame microscopico di uno striscio di sangue è utile per la diagnosi di alcune infezioni, soprattutto quelle da protozoi come ad esempio babesiosi (Figura 3) e cytauxzoonosi; tuttavia, la microscopia rimane inefficace per identificare altre infezioni, come ad esempio micoplasmi emotropi o Bartonella. La buona notizia è che stanno migliorando le possibilità di rilevare molti dei microrganismi responsabili della FVBD, in gran parte grazie allo sviluppo e all’ampia disponibilità di test del DNA ad alta sensibilità. Gli studi epidemiologici molecolari nei gatti hanno contribuito a comprendere meglio la prevalenza e la distribuzione della FVBD, grazie al calo dei costi e allo sviluppo di sistemi a flusso elevato [1]; allo stesso tempo, si è verificato uno spostamento dai test sierologici all’uso sempre maggiore della PCR per il rilevamento del DNA di patogeno. È importante sottolineare che questo riflette in modo più accurato lo stato infettivo degli animali testati (supponendo che il rilevamento del DNA implichi la presenza di un patogeno vitale), piuttosto che una “precedente esposizione”; inoltre, conoscere la prevalenza della batteriemia, parassitemia o viremia fornisce al veterinario importanti informazioni sullo stato infettivo reale dei loro pazienti.
Peter Irwin
La convivenza umana con i gatti è comune in tutto il mondo; molte famiglie ospitano almeno un gatto e molti altri felini in quella che viene definita “semi-proprietà”; vale a dire gatti cui si fornisce cibo o assistenza ma che non sono considerati propri. Un gran numero di esseri umani viene così a contatto quotidianamente con i gatti, ed esiste un crescente riconoscimento dei gatti come membri familiari. Allo stesso tempo, si sta diffondendo sempre più il concetto di “One Health” (una sola salute una sola medicina: ovvero una strategia a livello ondiale, volta ad instaurare collaborazioni interdisciplinari su ogni aspetto della salute, sia per umani che per animali ed ambiente) e i veterinari ricevono sempre più spesso richieste di consulenza sui rischi che le malattie infettive emergenti e riemergenti rappresentano per gli esseri umani (inclusi quelli molto giovani, molto vecchi o altrimenti immunodepressi) che vengono a contatto con i gatti e altri animali da compagnia. Inoltre, i veterinari devono essere consapevoli dell’esposizione professionale, poiché spesso l’esposizione ai gatti affetti da FVBD, e in particolare ai loro vettori, è alto per il personale veterinario.
I patogeni trasmessi da vettori importanti come potenziali zoonosi per i veterinari specializzati in felini includono Bartonella spp., Rickettsia felis, Yersinia pestis, e Tularemia francisella. Anche Leishmania infantum e Anaplasma phagocytophilum possono infettare l’uomo e i gatti, e il ruolo di questi ultimi come potenziali serbatoi di malattia per l’uomo continua a essere indagato.
Oggi la bartonellosi è probabilmente la malattia zoonotica trasmessa da vettori di maggiore interesse mondiale. I gatti, tra le altre specie di mammiferi, possono essere infettati da Bartonella, o agire come serbatoio per diverse specie di questi batteri. Un tempo la malattia nell’uomo era considerata limitata alla malattia da graffio di gatto che è relativamente benigna e caratterizzata da febbre e linfoadenopatia regionale, ma oggi sono evidenti molte altre manifestazioni di bartonellosi umana, sia nei soggetti immunocompromessi, sia (meno spesso) in quelli immunocompetenti [7]. Le conoscenze continuano ad ampliarsi, e negli ultimi 25 anni il numero di specie citate di Bartonella è aumentato da due a più di 24. Le principali specie di interesse nei gatti sono attualmente B. henselae, B. clarridgeiae e B. koehlerae (Tabella 1) con le pulci implicate come importanti vettori [8].
L’infezione subclinica dei gatti con B. henselae è comune in tutto il mondo, con solo una piccola percentuale di animali che manifesta la malattia più grave. I fattori di rischio per la batteriemia nei gatti includono giovane età, accesso all’esterno, infestazione da pulci e ambienti con numerosi gatti conviventi [9]. La trasmissione gatto-gatto avviene principalmente attraverso le feci delle pulci negli artigli contaminati e il microrganismo può sopravvivere per diversi giorni nell’ambiente [8].
In genere, Bartonella spp. infetta gli esseri umani graffiati da gatti con gli artigli contaminati dalle feci delle pulci; possibili alternative sono l’infezione causata dal morso del gatto o la trasmissione indiretta tramite le pulci del gatto [10]. In genere, gli esseri umani immunocompetenti hanno l’infezione subclinica, mentre i soggetti immunocompromessi possono avere varie malattie, tra cui endocardite, neuroretinite, febbre ricorrente, meningite asettica e uveite [11] [12].
I veterinari devono essere capaci di fornire consigli per ridurre la trasmissione gatto-uomo di Bartonella spp.,soprattutto nelle famiglie con soggetti immunocompromessi. Un approccio prudente richiede di indagare i fattori felini, umani e la trasmissione. Le raccomandazioni includono [13]:
• Scegliere un gatto con rischio inferiore di batteriemia: vale a dire, apparentemente sano, di età superiore a un anno, senza pulci e proveniente da una cucciolata con un solo nato
• Minimizzare la trasmissione: tagliare gli artigli, evitare il gioco pesante e disinfettare prontamente qualsiasi ferita da graffio o da morso di gatto
• Garantire l’eradicazione dei vettori: rigoroso controllo di pulci e zecche e prevenzione dell’accesso all’esterno
Se un gatto giovane (ad esempio, <2 anni) che vive in una famiglia con soggetti immunocompromessi o con bambini risulta infetto da Bartonella spp., a prescindere se in forma subclinica o meno, le linee guida raccomandano il trattamento antimicrobico del gatto al fine di diminuire la carica batterica e il rischio di trasmissione [13].
L’associazione tra immunosoppressione umana e malattie trasmesse da vettori è ben riconosciuta. Uno degli esempi più interessanti è la chiara interazione tra virus dell’immunodeficienza umana (HIV) e leismaniosi viscerale, che è stata segnalata in numerosi paesi in tutto il mondo. La leismaniosi è diventata una delle principali cause di morte nei pazienti affetti da AIDS, e l’immunosoppressione associata all’HIV ha cambiato l’aspetto della malattia, con un rischio di malattia viscerale aumentato nei soggetti con infezione da retrovirus, rispetto alle persone immunocompetenti che sono tipicamente affette da forme cutanee [20].
Pochi studi hanno indagato la relazione tra sieropositività per Bartonella e FIV e/o FeLV [21] [22]. Non è stata trovata alcuna associazione, ma i gatti sieropositivi per Bartonella hanno un rischio aumentato di malattia della cavità orale (stomatite, gengivite). In alcuni studi è stata trovata un’associazione tra retrovirus felini e M. haemofelis. Inoltre, sebbene non siano causa di anemia significativa nei gatti immunocompetenti, “Candidatus. M. haemominutum” e “Candidatus. M. turicensis” hanno mostrato di causare un’anemia più marcata in presenza di infezione da FeLV e di immunosoppressione concomitante, rispettivamente [23] [24]. Finora non è stata segnalata alcuna associazione tra leismaniosi felina e retrovirus del gatto, ma il numero di gatti infetti esaminati è limitato.
Un caso recente ha descritto un gatto coinfettato da Anaplasma platys, B. henselae, B. koehlerae e “Candidatus. M. haemominutum” [25]. Inoltre, il gatto aveva ricevuto una diagnosi di mieloma multiplo in base alla presenza di plasmocitosi della milza e gammopatia monoclonale. È stato suggerito che l’infezione con uno o più patogeni possa aver mimato o avuto un ruolo in un disturbo mieloma-correlato. In alternativa, l’immunosoppressione associata al disturbo mieloma-correlato potrebbe aver predisposto il gatto alla VBD multipla.
I veterinari devono essere consapevoli dei rischi delle malattie trasmesse da vettori, associate alla trasfusione di emoderivati nei gatti e della necessità di trasmettere queste informazioni ai proprietari. Molti gatti che ricevono trasfusioni di sangue sono intrinsecamente immunodepressi, o lo diventeranno in seguito a causa dei farmaci, per cui possono essere più suscettibili all’infezione clinica con patogeni FVBD trasmessi involontariamente attraverso il sangue infetto.
Sono disponibili ottime linee guida per minimizzare il rischio di trasmissione di una malattia infettiva per trasfusione di emoderivati felini [26] [27], la prima delle quali include un utile “modulo di valutazione del possibile donatore di sangue felino” per i veterinari. Le linee guida sono incentrate sulla scelta di donatori che siano meno verosimilmente infetti, e sullo screening dei patogeni regionali appropriati.
Per quanto riguarda la FVBD, il donatore di sangue felino ideale [26] deve avere le seguenti caratteristiche:
• Età >3 anni (per minimizzare il rischio di batteriemia da Bartonella)
• Aver sempre vissuto in una famiglia da solo
• Aver ricevuto una valida profilassi antipulci e antizecche
• Nessuna anamnesi di viaggi
• Nessuna anamnesi di VBD
In termini di screening dei donatori di sangue felini per la FVBD, si raccomanda un profilo base minimo che includa uno screening PCR su sangue per M. haemofelis, B. henselae e A. phagocytophilum [27]. Tuttavia, per il massimo risultato si consiglia di aggiungere lo screening PCR per A. platys, altri ceppi di Bartonella spp., Cytauxzoon felis, Ehrlichia canis, “Ca. M. haemominutum” e “Ca. M. turicensis”, insieme alla conferma della sieronegatività per A. platys e B. henselae. In base alle conoscenze locali della malattia o della propagazione subclinica, i donatori di sangue felini devono essere sottoposti a screening per altri patogeni tra cui A. phagocytophilum, Babesia spp., C. felis, Ehrlichia spp. e Leishmania infantum.
Sebbene il rischio di trasmissione della FVBD attraverso gli emoderivati possa essere minimizzato con uno screening adeguato, occorre sempre sottolineare ai proprietari che la procedura di trasfusione di sangue non è priva di rischi, sia per quanto riguarda la FVBD sia altre complicanze.