Grigi con grazia: migliorare l‘assistenza per i pet senior e geriatrici

Scritto da Brianne Morrow

Nota: Sebbene in Italia la qualifica di “tecnico veterinario” non sia ancora adeguatamente normata dalla giurisprudenza, in questo articolo troverete ugualmente il suddetto termine in quanto comunemente utilizzato per questa figura sanitaria veterinaria, le cui competenze possono contribuire a migliorare la qualità di vita dei nostri pazienti anziani, grazie ad un approccio proattivo e personalizzato.

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Una tecnica veterinaria guarda un Labrador anziano negli occhi e gli sorride.

Punti chiave

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I pet senior e geriatrici vanno incontro spesso una serie di cambiamenti fisici e cognitivi che, se non affrontati, possono ridurre significativamente la loro qualità di vita.

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I tecnici veterinari possono e devono svolgere un ruolo importante nel sostenere la salute e la qualità di vita degli animali anziani.

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La nutrizione va considerata la quinta valutazione essenziale quando si visita un paziente; accertare cosa mangia il pet aiuta a stabilire in che misura sono soddisfatte le sue esigenze alimentari.

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Il disagio e il declino cognitivo sono spesso nascosti da alterazioni comportamentali lievi o sono considerati “normali” per un pet anziano, per cui è essenziale riconoscere i primi segni di allarme e avviare conversazioni di sostegno.

Introduzione 

Mentre i progressi della medicina veterinaria continuano a rendere i pet più longevi, diventa sempre più essenziale l’attenzione rivolta all’assistenza geriatrica. I tecnici veterinari svolgono un ruolo critico e sfaccettato nel sostenere la salute e la qualità di vita degli animali senior e geriatrici. Le interazioni quotidiane, le indicazioni cliniche, e l’intelligenza emotiva che caratterizza queste figure professionali li rende sostenitori essenziali dei nostri pazienti più vulnerabili. Questo articolo esplora l’importanza di distinguere tra pazienti senior e pazienti geriatrici, descrive in dettaglio le valutazioni nutrizionali complete condotte da un tecnico veterinario, sottolinea la responsabilità di quest’ultimo nel riconoscere e comunicare il dolore, e descrive strategie assistenziali proattive su misura per i pazienti in fase d’invecchiamento. Con un approccio equilibrato che unisce conoscenze professionali e applicazione pratica, questo articolo punta inoltre a valorizzare il ruolo del tecnico veterinario come sostenitore, formatore, e membro integrante del team di assistenza geriatrica.

Da dove iniziamo? 

La popolazione di pet in invecchiamento cresce costantemente, ma poiché i nostri pet vivono più a lungo, richiedono spesso un supporto più articolato e personalizzato, che spazia dalla nutrizione e dalla mobilità fino alla gestione del comportamento e della malattia cronica (1). Proprio mentre la società sta abbracciando la bellezza e la forza del “diventare grigi”, è giunto il momento che la medicina veterinaria faccia lo stesso, e i tecnici veterinari sono particolarmente attrezzati per guidare questo cambiamento. Spesso i primi a cogliere i sottili cambiamenti e i più a stretto contatto con i proprietari di pet, i tecnici veterinari svolgono sia il ruolo di caregiver che di formatori durante l’intero percorso d’invecchiamento (2) (Figura 1). Il loro profondo coinvolgimento in ogni fase della visita clinica gli consente di individuare tempestivamente le esigenze, supportare la promozione degli interventi, e guidare in modo compassionevole le famiglie con pet, sia attraverso le tappe miliari significative che le decisioni difficili. Con gli strumenti giusti e la fiducia, i tecnici veterinari possono ridefinire il significato di assistenza ai pet senior e geriatrici, rendendo l’assistenza ad alto contatto umano e compassionevole non solo auspicabile, ma essenziale.

Un proprietario con il suo Pastore Tedesco sta parlando con il tecnico veterinario.

Figura 1. Il tecnico veterinario ha l’opportunità di trascorrere molto tempo faccia a faccia con il proprietario presso la clinica, ed è il punto di contatto più costante per i proprietari di pet; il tecnico veterinario può svolgere sia il ruolo di caregiver che di formatore durante l’intero percorso di invecchiamento del pet.
© Shutterstock

 

Sfumature di grigio: la differenza tra senior e geriatrico

La classificazione dei pet come senior o geriatrici non è influenzata solo dall’età. Fattori quali razza, taglia e specie influenzano il momento in cui i pet possono andare incontro ai mutamenti legati all’invecchiamento. Mentre un pet senior può essere ancora generalmente sano, un pet geriatrico ha solitamente una o più condizioni di salute croniche che ne influenzano la funzione e la qualità di vita quotidiana (3).

I tecnici veterinari devono svolgere un ruolo pilota nel riconoscere quando un paziente attraversa questi diversi stadi vitali. La loro comprensione dell’invecchiamento specifico per razza e per taglia è particolarmente importante nei cani, dove gli stadi vitali sono molto diversi (Tabella 1) (4). Ad esempio, un Chihuahua di 6 anni può essere appena arrivato all’età senior, mentre un Alano di 6 anni potrebbe già mostrare segni di declino geriatrico. Entrambi i pet meritano colloqui personalizzati, ma il tono, le priorità, e le raccomandazioni nutrizionali o diagnostiche possono variare parecchio. Personalizzando il loro approccio a ogni paziente e famiglia, i tecnici veterinari promuovono una comunicazione più efficace, relazioni più solide con i clienti, ed esiti a lungo termine migliori.

 

Tabella 1. Variazione delle fasi di vita in base alla taglia nei cani.

Categoria Peso Crescita Adulto Maturo Anziano
Cane di taglia Xsmall <3,6 kg Fino a 10 mesi Fino a 8 anni 8-12 anni Oltre a 12 anni
Cane di taglia Small 4-10 kg Fino a 10 mesi Fino a 8 anni 8-12 anni Oltre a 12 anni
Cane di taglia media 10,4-25 kg Fino a 12 mesi Fino a 7 anni 7-10 anni Oltre a 10 anni
Cane di taglia grande 25,4-44,9 kg Fino a 15 mesi Fino a 5 anni 5-8 anni Oltre 8 anni
Cane di taglia gigante >45 kg Fino a 18-24 mesi Fino a 5 anni 5-8 anni Oltre 8 anni
A titolo di confronto, i gatti possono essere classificati come in accrescimento fino a 12 mesi di età (ad eccezione del Maine Coon, che continua a crescere fino a 15 mesi), adulti fino a 7 anni di età, maturi tra 7 e 10 anni, e anziani oltre 10 anni.

 

Non solo i momenti top: perché i pet senior meritano il centro dell’attenzione

I pet senior rappresentano ormai un segmento crescente della popolazione di pazienti (5), ma la longevità porta con sé una complessità crescente. I pet anziani vanno spesso incontro a una serie di cambiamenti fisici e cognitivi che, se non affrontati, possono ridurre significativamente la loro qualità di vita. Questi pazienti hanno un rischio maggiore di sviluppare condizioni croniche quali osteoartrite, nefropatia cronica (CKD), cancro, sindrome della disfunzione cognitiva (CDS) e malattia dentale (2-3). Concentrarsi sulle esigenze dei pet in invecchiamento non è solo una priorità clinica; riflette l’impegno della nostra professione verso un’assistenza compassionevole che dura tutta la vita. Attraverso il riconoscimento precoce e la gestione proattiva, tra cui l’identificazione del dolore, gli aggiustamenti dietetici, le modifiche ambientali, e il monitoraggio regolare, il team veterinario può prolungare sia la durata che il comfort della vita dei pazienti senior (3). 

Poiché sempre più proprietari di pet cercano rassicurazioni e consigli personalizzati per i loro animali che invecchiano, i tecnici veterinari dovrebbero essere responsabilizzati a fornire questa competenza. Un approccio valido consiste nel creare sessioni di orientamento per animali senior dedicate e guidate dal tecnico veterinario, che non solo soddisfino le esigenze in continua evoluzione dei pazienti, ma ottimizzino anche l’utilizzo di questa figura professionale (Figura 1). Durante queste sessioni il tecnico veterinario può affrontare vari argomenti, come ad es.:

  • Condurre valutazioni nutrizionali approfondite, tra cui il Body Condition Score (BCS) e il Muscle Condition Score, i fabbisogni calorici, e l’anamnesi alimentare.
  • Valutare la funzione cognitiva e il dolore, utilizzando strumenti convalidati e osservazioni comportamentali.
  • Discutere i piani di arricchimento ambientale e di esercizio fisico adatti al paziente.

Queste sessioni supportano l’assistenza personalizzata, rafforzano la fiducia del cliente, e consentono ai tecnici veterinari di assumere un ruolo di leadership nel benessere dei pet in invecchiamento. Mettendo in risalto le esigenze dei pet senior e geriatrici e incoraggiando il tecnico veterinario a guidare tali temi, il team veterinario può davvero elevare lo standard di cura per quei “graziosi compagni grigi”.

Una tecnica veterinaria tiene un Malinois per il collo e dà consigli alla sua proprietaria.

Figura 2. Sessioni di orientamento individuali dedicate tra tecnico veterinario e proprietario responsabilizzano il tecnico e consentono un approccio mirato per dare priorità alle esigenze del pet.
© Shutterstock

 

Valutazioni nutrizionali guidate dal tecnico veterinario 

Quando i pet entrano nella fase senior e geriatrica, la nutrizione diventa non solo importante, ma essenziale. Proprio come la temperatura o la frequenza cardiaca, la nutrizione andrebbe considerata la quinta valutazione vitale quando si visita un paziente (6). Questa valutazione aiuta a capire in che misura sono soddisfatte le esigenze alimentari del pet, soprattutto quando iniziano a emergere cambiamenti senili a livello di metabolismo, funzione d’organo, appetito e mobilità. I tecnici veterinari possono condurre queste valutazioni nutrizionali dettagliate raccogliendo dati durante l’esame obiettivo e all’accettazione in clinica, che serviranno come base per piani nutrizionali personalizzati. Tali valutazioni dovrebbero includere:

  • Body Condition Score (BCS)
  • Muscle Condition Score (MCS), vitale per rilevare precocemente la sarcopenia
  • Fabbisogno energetico a riposo (RER): 70 x peso corporeo (kg)^0.75
  • Fabbisogno energetico di mantenimento (FEM) utilizzando i fattori stadio di vita e condizioni fisiche (Tabella 2)
  • Anamnesi alimentare dettagliata, inclusi dieta attuale, leccornie, cibo dalla tavola, integratori, programma di alimentazione, e metodo di somministrazione (ciotola, dispenser di cibo a forma di labirinto, siringa, ecc.)

 

Tabella 2. Fabbisogno energetico di mantenimento (FEM) calcolato utilizzando i fattori fasi di vita e condizioni fisiche (7).

Fasi di vita Fattore FEM del cane Fattore FEM del gatto
Mantenimento dell’adulto (animale intero) 1,8 1,4
Mantenimento dell’adulto (adulto giovane, sterilizzato/castrato) 1,6 1,2
Mantenimento dell’adulto (tendente all’obesità o senior, sterilizzato/castrato) 1,4 1
Perdita di peso nell’adulto (utilizzare il calcolo del peso ideale anziché quello del peso corporeo attuale) 1 0,8
Aumento di peso nell’adulto (utilizzare il calcolo del peso ideale anziché quello del peso corporeo attuale) Da 1,4 a 1,6 Da 1,2 a 1,4
Malattia critica (peso corporeo attuale o ideale) 1 1

 

Con l’avanzare dell’età dei pet, possono emergere sfide alimentari diverse che richiedono strategie personalizzate (Riquadro 1). Il tecnico veterinario può guidare i proprietari attraverso strategie idonee da adottare a casa, quali:

  • Riscaldare o inumidire il cibo per migliorarne l’aroma e l’attrattiva
  • Offrire pasti più piccoli e più frequenti
  • Usare ciotole o stazioni di alimentazione rialzate per i pet con artrite o problemi di mobilità
  • Adottare transizioni alimentari graduali nell’arco di 5-7 giorni

Questo tipo di approccio strutturato favorisce la continuità delle cure e rafforza la fiducia del cliente e può anche accendere la passione per la nutrizione tra i tecnici veterinari, incoraggiandoli a perseguire la specializzazione (ad es. in USA tramite l’Academy of Veterinary Nutrition Technicians [AVNT] https://nutritiontechs.com).

 

Riquadro 1. Sfide alimentari che possono emergere e che richiedono strategie personalizzate (8).

  • Appetibilità: per i pet con appetito ridotto o disfunzione cognitiva
  • Consistenza/dimensione delle crocchette: per i soggetti con malattia dentale o dolore orale
  • Digeribilità: garantire l’assorbimento nei pet con problemi gastrointestinali o metabolici
  • Gestione della malattia cronica: nefropatia, osteoartrite, diabete, ecc. Queste condizioni possono richiedere la necessità di regolare determinati nutrienti problematici per aiutare a supportare il pet e gestire la sua condizione.

 

Valutazione del dolore, dello stato cognitivo e del comfort

Mentre i pet invecchiano, il dolore e il declino cognitivo sono spesso mascherati dalle sfuggenti alterazioni comportamentali, o sono scambiati per un “invecchiamento normale”. Quando un tecnico veterinario riconosce questi primi segni di allarme, deve avviare conversazioni di supporto. Il dolore cronico nei pet senior può manifestarsi con riluttanza a saltare o salire le scale, irrequietezza, vocalizzazione, appetito ridotto, o cambiamenti nel grooming. Data la possibilità che i proprietari non riconoscano questi segni, i tecnici veterinari devono osservare, documentare, e comunicare chiaramente i problemi. Strumenti come il Canine Brief Pain Inventory (CBPI) consentono ai proprietari di valutare la gravità del dolore del proprio cane e la sua interferenza con le attività quotidiane, come camminare e condurre una vita piacevole. Per i gatti, la Feline Grimace Scale (FGS) aiuta i team veterinari a valutare il dolore acuto rilevando i cambiamenti nella mimica facciale, come lo sguardo furtivo, la posizione dei baffi, e la tensione del muso. 

Sebbene le conversazioni di fine vita non siano mai facili, disporre di strumenti strutturati può offrire conforto, chiarezza e sicurezza, sia al team veterinario che ai proprietari di pet. La scala HHHHHMM (Riquadro 2) serve da struttura compassionevole per guidare queste discussioni. Valutando sette fattori (dolore, fame, idratazione, igiene, felicità, mobilità, e più giorni buoni che cattivi), la scala aiuta le famiglie ad avere un processo decisionale significativo basato su riflessione obiettiva e supporto emotivo (2). 

 

Scala della qualità di vita

(La scala HHHHHMM)

I caregiver dei pet possono utilizzare questa scala della qualità di vita per determinare il successo dell’assistenza in una struttura per pet malati terminali. Assegnare un punteggio ai pazienti utilizzando la scala che va da 0 a 10 (10 è il valore ideale).

 

Punteggio  Criterio
0-10 DOLORE: le preoccupazioni principali sono controllo del dolore e capacità respiratoria appropriati. La difficoltà respiratoria supera ogni altra preoccupazione. Il dolore del pet è ben gestito? Il pet riesce a respirare correttamente? È necessaria l’integrazione con ossigeno?
0-10 FAME: il pet mangia abbastanza? L’alimentazione manuale aiuta? Il pet ha bisogno di un sondino di alimentazione?
0-10 IDRATAZIONE: il pet è disidratato? Per i pazienti che non bevono abbastanza acqua, utilizzare fluidi sottocutanei una o due volte al giorno per integrare l’apporto fluidico.
0-10 IGIENE: il pet deve essere spazzolato e pulito, in particolare dopo le evacuazioni. Evitare le piaghe da decubito utilizzando tappetini morbidi e mantenere pulite tutte le ferite.
0-10 FELICITÀ: il pet esprime gioia e interesse? Il pet è sensibile alla famiglia, ai giocattoli, ecc.? Il pet è depresso, malinconico, ansioso, annoiato o spaventato? È possibile spostare la cuccia del pet in modo che sia più vicina alle attività della famiglia?
0-10 MOBILITÀ: il pet riesce ad alzarsi senza assistenza? Il pet ha bisogno di aiuto umano o meccanico (ad es. un carrello)? Il pet ha voglia di andare a fare una passeggiata? Il pet ha crisi convulsive o si muove con passo malfermo? (Alcuni proprietari ritengono che l’eutanasia sia preferibile all’amputazione, ma un animale con mobilità limitata eppure ancora vigile, felice e reattivo può avere una buona qualità di vita, a patto che chi se ne prende cura si impegni ad aiutare il pet)
0-10 PIÙ GIORNI BUONI CHE CATTIVI: quando i giorni cattivi superano quelli buoni, la qualità di vita potrebbe essere troppo compromessa. Quando non è più possibile instaurare un legame uomo-animale sano, è necessario che il proprietario sia consapevole che la fine è vicina. La decisione di ricorrere all’eutanasia va presa se il pet sta soffrendo. Se la morte arriva in modo sereno e indolore, a casa, è accettabile.
*TOTALE * Un totale superiore a 35 punti rappresenta una qualità di vita accettabile per proseguire l’assistenza in una struttura per pet malati terminali.

 

Riquadro 2. La scala della qualità di vita (da (9)).

 

I tecnici veterinari possono svolgere un ruolo essenziale nell’introdurre e spiegare questo strumento, assegnando un punteggio da 0 a 10 a ogni categoria; un punteggio cumulativo pari a 35 o superiore (su un massimo di 70) suggerisce una qualità di vita accettabile, e può aiutare a identificare quando considerate le cure palliative, le discussioni in tema di struttura per malati terminali, o l’eutanasia compassionevole (9). È importante notare che non è responsabilità dei tecnici veterinari prendere decisioni sul fine vita, ma comprendere questa scala consente loro di supportare i proprietari durante le conversazioni a livello emotivo e di rafforzare le raccomandazioni del medico veterinario.

Un altro ambito in cui proprietari e tecnici veterinari possono collaborare è la sindrome della disfunzione cognitiva (CDS), una sfida sottostimata nei pet senior. Le valutazioni completate dal proprietario, come DISHAA (Dog Impairment in Spontaneous Home Activities Assessment, valutazione della disabilità canina nelle attività domestiche spontanee) e CADES (Canine Dementia Scale, scala della demenza canina), aiutano a valutare la memoria, l’orientamento, il comportamento sociale, e i cicli sonno/veglia. I tecnici veterinari possono guidare i clienti alla compilazione di questi strumenti e discutere le possibili strategie di gestione, tra cui l’arricchimento ambientale, la modifica della dieta, o la terapia medica (10). 

Personalizzando il loro approccio nei confronti di ogni paziente e famiglia, i tecnici veterinari promuovono una comunicazione più efficace, relazioni più solide con la clientela, ed esiti migliori per l’invecchiamento.

Brianne Morrow

I tecnici veterinari come formatori 

In qualità di formatore, interprete, e sostenitore di fiducia, il tecnico veterinario svolge molti ruoli chiave. Che si tratti di spiegare la progressione della nefropatia, mostrare come somministrare i fluidi sottocutanei, o suggerire modifiche alle abitudini domestiche per supportare un pet artritico, il tecnico veterinario colma il divario tra raccomandazioni mediche e cure quotidiane (2-3). 

La sua capacità di comunicare con empatia, reiterazione e chiarezza consente ai clienti di diventare partner fiduciosi durante il percorso di invecchiamento del pet. 

I tecnici veterinari dovrebbero guidare in modo proattivo le conversazioni su aspetti quali:

  • Quando e come adattare gli obiettivi di cura man mano che il pet invecchia o perde le forze.
  • Quali segni monitorare a casa, ad es. stato di idratazione, assunzione di cibo, variazioni del peso, pattern del sonno, o cambiamenti nell’attività.
  • Come interpretare le alterazioni comportamentali che possono segnalare disagio, dolore o disfunzione cognitiva.
  • Cosa aspettarsi in un contesto di malati terminali o cure palliative, per aiutare le famiglie a sentirsi preparate e supportate.

Anticipando le preoccupazioni dei clienti e fornendo informazioni in modo accettabile e compassionevole, i tecnici veterinari migliorano la compliance, riducono lo stress del proprietario di pet, e tutelano la dignità del paziente in ogni fase dell’invecchiamento. 

Queste conversazioni essenziali promuovono la fiducia, migliorano gli esiti, e consolidano il ruolo del tecnico veterinario come fondamento della formazione del cliente. Segni di riguardo, come suggerire l’uso di superfici antiscivolo e tappetini imbottiti e la manipolazione dell’animale in modo da limitare lo stress, possono sembrare cose di poco conto, ma nel complesso dicono molto sulla compassione e i propositi del tecnico veterinario.

Pazienti geriatrici ospedalizzati 

Il ricovero può essere particolarmente stressante per i pet in invecchiamento. I tecnici veterinari assicurano che i pazienti senior siano tenuti puliti, caldi e asciutti, e che siano soddisfatti i loro bisogni fisici ed emotivi (Figura 3). Esempi validi di buoni protocolli infermieristici includono:

  • Cambiamenti di posizione frequenti per prevenire le piaghe da decubito.
  • Ampia gamma di movimenti passiva o deambulazione assistita ogni 4 ore.
  • Tappetini morbidi e superfici antiscivolo.
  • Assistenza alla nutrizione e idratazione personalizzate in base allo stato della malattia.
  • Supporto comportamentale attraverso manipolazione e routine delicate.

Inoltre, i tecnici veterinari devono monitorare la fragilità della cute, i cambiamenti nello stato mentale, e i nuovi segni di dolore o disfunzione d’organo. Una comunicazione tempestiva di questi cambiamenti migliora gli esiti e rafforza il ruolo del tecnico veterinario come sostenitore del paziente. 

Una tecnica veterinaria guarda un Labrador anziano negli occhi e gli sorride.

Figura 3. I tecnici veterinari svolgono un ruolo importante quando si occupano di pazienti senior ospedalizzati: è vitale che questi animali siano tenuti puliti, caldi e asciutti, e che siano soddisfatte le loro esigenze fisiche ed emotive.
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Conclusione

I pet senior e geriatrici richiedono un’assistenza qualificata, premurosa e compassionevole, che i tecnici veterinari sono particolarmente attrezzati a fornire. Attraverso valutazioni nutrizionali, riconoscimento del dolore, valutazioni dello stato cognitivo e della qualità di vita, formazione del cliente e cure infermieristiche pratiche, i tecnici veterinari migliorano lo standard di cura e il comfort dei pet in invecchiamento. Ma questo è solo l’inizio: ottimizzare i ruoli del tecnico veterinario nella cura dei pet senior è un’opportunità emergente. Dall’organizzazione di consulenze sul benessere condotte dal tecnico veterinario, all’assistenza ai clienti nella gestione della malattia, dalle tecniche di manipolazione delicata al supporto alla mobilità, il panorama dell’impatto è in continua espansione. In una professione che è spesso impegnativa a livello emotivo e fisico, l’assistenza ai pet senior ha il suo lato positivo: la possibilità di trovare una nicchia alimentata da uno scopo. I tecnici veterinari che occupano questa nicchia, non solo migliorano gli esiti per i pazienti e la tranquillità delle famiglie con pet, ma scoprono anche nuovi modi per crescere professionalmente. Che si tratti di perseguire la specializzazione, fare mentorato per i colleghi, o guidare programmi nella pratica, questa via è lastricata di opportunità, di empatia, e del potere di far scodinzolare un po’ più a lungo ogni coda che invecchia.

Riferimenti

  1. Epstein M, Kuehn NF, Landsberg G, et al. 2005 AAHA Guidelines for the Management of Senior and Geriatric Dogs and Cats. J. Am. Anim. Hosp. Assoc. 2005;41(2);81-91.
  2. Lynch H. Helping Pets Enjoy Their Golden Years: The Technician’s Role. Today’s Vet Nurse. April 2016.
  3. Dhaliwal R, Boynton E, Carrera-Justiz S, et al. 2023 AAHA Senior Care Guidelines for Dogs and Cats. J. Am. Anim. Hosp. Assoc. 2023;59(1):1-21.
  4. Hughes A. Feeding for Optimal Growth: Nutrition for Puppies and Kittens From Weaning to Adulthood. Vet Practice. 2022;9 Aug. 2022.
  5. Pittari J, Rodan I, Beekman G, et al. American Association of Feline Practitioners Senior Care Guidelines. J. Feline Med. Surg. 2009;11(9);763-778.
  6. AAHA. Nutrition: The First Step in Preventive Care. AAHA Nutritional Assessment Guidelines for Dogs and Cats. American Animal Hospital Association, 2010.
  7. Thatcher C, Hand MS, Remillard R. Small animal clinical nutrition: An iterative process. In; Small Animal Clinical Nutrition. 5th ed. MI, Walsworth Publishing Co. 2010;3-21.
  8. Churchill JA. Nutrition for senior dogs: new tricks for feeding old dogs. In: Proceedings, Critical Updates on Canine & Feline Health. NAVC/WVC Symposia 2015.
  9. Villalobos A, Kaplan L. Palliative care: end of life “pawspice” care. In: Canine and Feline Geriatric Oncology: Honoring the Human-Animal Bond. Ames, IA: Blackwell Publishing. 2007;367-398.
  10. Yuschak S. Aging Gracefully with Cognitive Dysfunction Syndrome. Today’s Vet Nurse. March 2025.
Brianne Morrow

Brianne Morrow

LVT, VTS (Nutrizione), Royal Canin USA, St. Charles, MO, USA

Brianne Morrow ha conseguito una qualificazione intermedia chiamata associate degree in Tecnologia scientifica veterinaria, e nel 2006 ha superato l’esame nazionale per tecnici veterinari. Ha trascorso i primi anni della carriera lavorando in una struttura privata e in un pronto soccorso, prima di passare al settore industriale entrando in Royal Canin USA. Oggi ricopre la carica di tecnico veterinario senior per la comunicazione scientifica, ed è stata responsabile della progettazione del Pet Nutrition Advisor Program dell’azienda, che ha formato migliaia di tecnici veterinari. Si occupa inoltre di formare nuovi associati in materia di nutrizione e salute veterinaria, sviluppa contenuti didattici dal punto di vista dei tecnici veterinari ed è mentore per i colleghi guidandoli nel loro sviluppo professionale e cercando di aumentare l’impatto del tecnico veterinario nel team clinico.

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